Studentati, tra le matricole calo di richieste

Carvelli (Camplus): «Siamo a -40% rispetto allo scorso anno. Dall’ateneo ci attendiamo più coraggio sulle attività in presenza»

«All’Università chiediamo un po’ più di coraggio, senza arrivare a essere sconsiderata: non rinunci, in nome delle procedure, alla forza attrattiva della socializzazione». Maurizio Carvelli, amministratore delegato di Camplus, la società che solo a Ferrara gestisce oltre mille posti letto per studenti, lancia un segnale al rettore Giorgio Zauli: «Al momento registriamo un – 40% di nuove richieste di alloggio, rispetto allo scorso anno. Non è solo l’effetto del lockdown, per- ché anche nel pieno dell’emergenza sanitaria un buon numero di universitari sono comunque rimasti a Ferrara. A mio avviso si tratta di incertezza per le scelte strategiche dell’ateneo – dice Carvelli: se si punta troppo alla didattica via web e agli esami online, non si perdono solo iscritti, ma si abdica anche a un ruolo, quello di polo aggregatore per lo studio e per la socializzazione dei giovani».

LUCI E OMBRE: Marzola (Progetto Casa): «Da un mese stanno ripartendo bene i contratti»

Dei giovani fuorisede ospitati nelle residenze universitarie, prosegue l’amministratore delegato di Camplus, «circa un terzo è rimasto in città anche in pieno lockdown, e per quanto riguarda la nostra attività non siamo preoccupati. Pensiamo anzi che quello che possiamo offrire, con alloggi dotati di ampi spazi, igienizzazione ottimale e condizioni di sicurezza eccellenti, siano una chiave per mantenere l’utenza. E il 60% di conferme ci fa ben sperare. Ma l’Università deve fare convintamente la propria parte». E all’Università, Camplus lancia anche una proposta: «Siamo disponibili a cercare e mettere a disposizione spazi per la didattica in presenza o per nuove sale studio, in modo da favorire la permanenza dei giovani in città. Soprattutto pensando alle matricole, che con una spinta troppo forte verso la didattica online l’Università rischia di perdere per strada. So che costa molto, ma noi siamo pronti a fare la nostra parte. Parliamone – conclude Carvelli, sarebbe un peccato se il grande slancio di Ferrara si bloccasse per qualcosa che va oltre la pur seria situazione legata all’emergenza sanitaria». Per ancorare, o quanto meno agevolare gli universitari, anche Acer (che gestisce il primo studentato aperto a fine 2018 alle Corti di Medoro) ha deciso di venire incontro ai giovani scontando le spese condominiali. Più fiducioso appare invece Roberto Marzola, titolare di Progetto Casa e osservatore privilegiato (oltre che professionalmente interessato) all’andamento del ricco mercato degli alloggi per universitari. «All’esplodere dell’emergenza Covid c’è stato sicuramente un diffuso fuggi e fuggi di ragazzi – sorride -, Ma da almeno un mese a questa parte stiamo registrando un gran numero di richieste, e stipulando contratti d’affitto. Non siamo probabilmente ai livelli del 2018, ma non credo che ci sarà un esodo di massa dall’Università e da Ferrara».

Situazione dunque in chiaro-scuro e in divenire. E così, sul fronte dei nuovi studentati, si registra un’impasse di almeno un paio di progetti, quelli ipotizzati per una palazzina dell’ex Carife in via del Gambero, e per la trasformazione dell’ormai ex Sacro Cuore in residenza per universitaria. Prima di far scattare gli investimenti, si attende che lo scenario si faccia meno nebuloso.

Il Resto del Carlino, 21 Giugno 2020

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