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Da luogo di culto a polo culturale, San Michele cambia veste e riapre

Da luogo di preghiera a polo culturale. Dopo anni di abbandono, la chiesa di San Michele (sconsacrata dal 1932) è pronta per riaprire le proprie porte al pubblico. Lo farà indicativamente da novembre, in una veste tanto differente rispetto al passato nel corso tempo è stata officina e sede del mercatino dell’Ado quanto affascinante: all’interno dell’edificio di via del Turco, infatti, troverà spazio la collezione permanente delle opere dell’artista Bruno Liberatore. Ma non solo. L’idea della figlia Francesca è quella di accostare alle imponenti sculture del padre momenti dedicati alla moda: «Vogliamo creare un polo che raccolga eventi giovani e di amici, convegni, conferenze e seminari – spiega la stilista e titolare della cattedra di moda all’Accademia delle Belle arti di Brera -. Allo stesso tempo, però, non vogliamo minimamente snaturare la bellezza e la storicità del contesto». I Liberatore, dopo anni in giro per il mondo, sono partiti da Roma alla ricerca di uno luogo che fosse, al tempo stesso, artistico e funzionale per le loro creazioni. Un ambiente abbastanza grande da contenere, contemporaneamente, opere d’arte e spazi ideali per manifestazioni a tema. E la scelta è ricaduta su Ferrara, tra l’altro non per caso: «Mio papà – incalza Francesca ha iniziato la propria carriera alcuni decenni fa proprio qui, a Palazzo dei Diamanti. Quando ci siamo guardati attorno, alla ricerca di una chiesa sconsacrata e abbiamo visto che ve ne era una presente nel centro di Ferrara, abbiamo capito che era quella giusta». Un anno di trattative con l’agenzia immobiliare Progetto Casa, poi l’acquisto, ufficializzato giusto giovedì. Ora, via alla fantasia. La riqualificazione di uno spazio così importante a livello artistico sarà minima: nessun cantiere imponente, giusto qualche ritocco alle pareti e al tetto. Poi, l’ex chiesa di San Michele diventerà a tutti gli effetti un nuovo polo culturale della città, ricco di sculture e disegni e fulcro di eventi.

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